Kathleen Kennedy Townsend

L'eredità morale di una dinastia

«Un rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni si può instaurare solo in un sistema politico trasparente, che tratti tutti equamente e in cui si venga giudicati in base ai propri meriti». Così ha esordito Kathleen Kennedy, politica e attivista dei diritti umani, nipote di John Fitzgerald Kennedy e primogenita di Robert, nell'approfondita analisi della società moderna che ha offerto al pubblico dell'Oscar Pomilio Forum 2014. Una Lectio Magistralis coinvolgente e a tratti emozionante, densa anche di ricordi ed esperienze personali legati alle sfide – passate e attuali - intraprese dalla famiglia Kennedy per difendere i valori di onestà, coraggio e rispetto.

«Oggi – ha sottolineato – le virtù e i valori di generosità delle nazioni si stanno perdendo a causa di un'avidità diffusa. La sfida del nuovo millennio è quella di realizzare un futuro luminoso, pieno di gioia e felicità, in cui poter tornare ad avere fiducia nelle istituzioni». Un valore, quello della felicità, che è tutt'oggi al centro dell'eredità morale della storica dinastia americana. Ricordando uno storico discorso tenuto dal padre Bob nel 1968, Kennedy ha infatti ribadito un concetto fondamentale: «La politica ha l'obbligo di essere morale e integra. Non deve pensare al PIL, ma alla felicità della gente. Il PIL misura tutto, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta».  

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